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I NUOVI STRUMENTI ARRIVATI A CRISI MATURA

Il mercato immobiliare italiano è stato teatro negli ultimi anni dell’introduzione di nuove
formule di acquisto o di finanziamento per le compravendite. Dal “Rent to buy” al prestito stimolare un mercato in fase di stallo dal lontano 2008. Formule che in alcuni casi mostrano
difficoltà a decollare, anche perché, come avanza qualche esperto, sono arrivate tardi.

Introdotte quando ormai il segmento residenziale aveva lasciato sul mercato ampie percentuali
dei valori al metro quadrato e quando soprattutto il costo del denaro aveva imboccato una
discesa inesorabile fino ai minimi dei giorni nostri. A questo si accompagna una naturale
ritrosia per strumenti nuovi, quasi una questione culturale che porta gli italiani verso le formule
conosciute e ampiamente metabolizzate (come il mutuo) piuttosto che verso il nuovo.

Anche il leasing immobiliare per la casa, ultimo degli strumenti introdotti, è in fondo un aiuto al
mercato, ma secondo alcuni arrivato tardi, ora che i tassi di interesse sui mutui sono scesi dal
5-6% di qualche anno fa all’attuale 1,5 per cento.

Altri strumenti come il “Rent to buy” risultano più consolidati ma da un lato tale formula
richiede che esistano costruttori che vogliano occuparsi della gestione (e in Italia chi costruisce
vuole vendere e poi puntare a nuove operazioni) e dall’altro c’è il timore che tale strumento
possa essere un meccanismo di salvaguardia di un valore più elevato perchè rimodulato nella
logica di una maggiore sostenibilità.

Lo strumento andrebbe reso coerente con la situazione di mercato, se invece appare come uno
stratagemma utilizzato per mantenere un valore più elevato, perché differito, viene indebolito
come strumento agevolativo. Le compravendite di abitazioni aumentate negli ultimi trimestri a
due cifre non possono spingere a pensare di mantenere inalterate le aspettative di prezzo.

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