lunedì 1 ottobre 2018

Cosa fare con le piante aromatiche in autunno


L’autunno è la stagione migliore per la messa a dimora e per la divisione delle piante aromatiche.

Il venire meno del caldo diurno rende possibili molte operazioni colturali in orto e in giardino, in vaso e in pieno campo. Le aromatiche sono sempre un punto di forza e una delle coltivazioni più amate. Ma come seguirle adeguatamente in questa stagione?
Tenendo a mente che chi vive in regioni a inverni miti è molto avvantaggiato e può contare su almeno due mesi pieni per provvedere alle piante, chi vive in regioni fredde dovrà concentare le sue energie tra settembre e ottobre, in modo da dare alle piante il tempo di assestarsi prima dell’inverno.

MAGGIORANA, ORIGANO, TIMO, MENTA
Quando le temperature scendono e le piante diminuiscono il vigore vegetativo, è il momento migliore per travasi e trapianti, propaggini e talee.
Piante aromatiche erbacee con portamento strisciante o pulvinato, come la maggiorana, la menta, timo, origano, che tendono a formare radici dove i fusti toccano terra, possono essere trapiantate o divise, moltiplicate per propaggine o talea.
Alcune vanno cimate in modo vigoroso dopo essere state svasate e rinvasate, e nel farlo lasciate il colletto sempre al livello del terreno, ma copritelo per circa due o tre centimetri con terreno molto sciolto. Questo consentirà ai fusti di formare nuove gemme e di accestire la base delle piante.
Molte non si prestano alla conservazione (come il basilico), e occorre seminarle a scaglioni per tutto l’anno, tenendo semi e piantine a temperature calde. Per il basilico occorre seminare in autunno in serra riscaldata.

SALVIA
Anche la salvia può essere riprodotta per talea in autunno, come molte altre piante (ad esempio le rose).
La comune salvia da cucina, S. officinalis, ha bisogno di periodiche pulizie e rimonde, e dai rami tagliati si fanno volentieri talee durante tutto l’anno (un po’ quando capita, a dire il vero, tale è la facilità di attecchimento), ma in autunno, specie in zone miti e scegliendo una talea abbastanza legnosa, il successo è quasi garantito.
Quando vedete foglie nuove abbastanza vigorose sulla talea, non abbiate paura di distribuire appena qualche grano di concime minerale bilanciato o comunque azotato. Stiamo parlando di proporzioni pari a una punta di cucchiaino da caffè in vasetti da 15 cm, quindi non esagerate.

LEMONGRASS
La citronella vera è una pianta dal nome un po’ difficile da pronunciare: Cymbopogon citratus.
L’arbusto che viene chiamato “erba limoncina” o “erba luigia” è invece la Lippia citrodora.
L’autunno è la stagione per pulire e dividere questa pianta. Potete anche rimandare all’inverno se il vostro clima è mite, mentre in regioni fredde dovrete farlo prima dei geli e poi coprire con abbondante pacciame, oppure rinviare all’inizio della primavera.
Tenendo conto che questa pianta tende a scompigliarsi e a far appassire gran parte della chioma, anche tagliarla raso terra può essere un’opzione. Potete così escavarla e dividere i rizomi per moltiplicarla.

ROSMARINO
Pianta vigorosissima e molto semplice da riprodurre per talea, tanto che è possibile farne in qualsiasi periodo dell’anno, anche in inverno in climi miti.
L’autunno è la stagione in cui il giardino ha bisogno di una risistemata generale, di potature e concimazioni. Spesso si tagliano le piante scomposte o cresciute troppo: se vi capita di potare un rosmarino, fatene delle talee mettendone tre o quattro per vaso (usate vasi non troppo grandi, da circa 15 centimetri) irrigando quando lo strato superficiale di terriccio è appena asciutto.

FINOCCHIO
Tutte le apiacee perdono la parte aerea in inverno, rigettando in primavera. Il finocchio selvatico, utilissimo in cucina e come digestivo, forma dei semi che arrivano a maturazione tra la fine dell’estate e l’autunno, a seconda del clima. Possono essere raccolti e conservati per una risemina l’anno successivo, o per la cucina.
Personalmente li trovo estremamente decorativi a partire da settembre, nei mazzi di fiori che il giardino regala, per quel tono tra il giallo e il verde così raro e prezioso, che amalgama bene tanti colori diversi.


LAVANDA
È una pianta che va potata quando i fiori sono ormai seccati e diventati di colore bruno. La potatura della lavanda è variabile a seconda del clima e della specie, ma anche del giardiniere: molti infatti la potano due volte (in autunno e in primavera), altri una volta sola. Dovete capire come vi trovate meglio e come reagisce la pianta.
Della lavanda non si butta niente, dalle spighe sfiorite alle foglie che scacciano gli insetti, ai fusti, che possono diventare delle talee.
Come per il rosmarino usate fusti non troppo lignificati, con buone gemme, interrandoli poco in vasetti non troppo grandi, tenendo appena umido.
Assieme alla lavanda sono moltissime le piante officinali che possono essere essiccate: basta legarle e appenderle a testa in giù in un locale buio, fresco e asciutto.

ERBA GATTA
La comune erba gatta (Nepeta), abitualmente usata per scopi ornamentali come in foto, è una pianta aromatica a tutti gli effetti.
Non solo per i gatti, che ne vanno letteralmente matti, ma anche per la cucina, poiché ha fiori commestibili che possono essere usati in insalate, frittate e in genere in tutti i piatti a base di carne e uova, mentre le foglie hanno un sapore curioso simile al formaggio.
Essiccata invece ha una fragranza più simile alla menta. L’intera pianta è aromatica e commestibile, anche se in molti non lo sanno!

La Nepeta andrebbe coltivata preferibilmente in piena terra, poiché tende ad allargarsi molto, ma un piccolo cespo va benissimo in vasi anche di modeste dimensioni, purché si abbia l’accortezza di dividerlo se troppo fitto. Terreno sciolto e umoso, drenato ma non secco, e un’esposizione non al sole pieno, fanno questa pianta felice (e anche il tuo gatto!).

Attenzione: si raccomanda di consumare e usare per la preparazione di piatti solo le varietà di piante sicure per la salute, dopo consulto con il proprio medico, in particolare in gravidanza. Le piante sono commestibili solo se non vengono trattate con pesticidi.

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