martedì 19 giugno 2018

Quali sono le misure minime per una cameretta?


Ricavare una cameretta consente di adattare la propria abitazione a nuove esigenze familiari, come l’arrivo di un nuovo bambino o la voglia di indipendenza di un figlio adolescente.
I lavori edili sono relativamente semplici ma è importante che siano rispettate le misure minime per una cameretta – quelle richieste dalla legge – e che la superficie sia nel complesso confortevole per i bambini.

La superficie in pianta secondo il DM 5 luglio 1975
Esiste un riferimento normativo certo per definire la metratura minima di una cameretta ed è l’articolo 2 del Decreto del Ministero della Sanità del 5 luglio 1975, valido in tutta Italia, che recita testualmente “le stanze da letto debbono avere una superficie minima di m² 9, se per una persona, e di m² 14, se per due persone”. Al di sotto di queste misure minime le camerette non hanno i requisiti igienico-sanitari per essere abitabili.


La superficie della finestra
Oltre alla metratura minima, il Decreto stabilisce che ogni camera debba essere dotata di finestra apribile con superficie areo-illuminante corrispondente ad almeno 1/8 rispetto alla superficie in pianta. In pratica, per conoscere la dimensione minima che deve avere la finestra/portafinestra della camera per essere a norma basta dividere per 8 la sua dimensione in pianta; ad esempio, la finestra o porta finestra di una cameretta di 9 m² deve essere di almeno 1,125 m².

Il Regolamento Edilizio comunale
Rispetto alla normativa nazionale, i Comuni e le Regioni hanno facoltà di apportare modifiche migliorative rispetto ai minimi di legge, per cui è possibile leggere in alcuni regolamenti edilizi comunali dimensioni maggiori di 9 m² per la cameretta singola o una larghezza minima (di solito non meno di 2 metri) per il lato minore della stanza.

Attenzione: nel conteggio della metratura minima della cameretta non è possibile aggiungere la superficie di un’eventuale cabina armadio in muratura.


Il Regolamento Edilizio Unico
Maggiore chiarezza e congruenza normativa è attesa con l’adeguamento di tutti i regolamenti comunali allo schema tipo del Regolamento Edilizio Unico, approvato dalla Conferenza Unificata Stato – Regioni e pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 16 novembre 2016 n. 268. Nel testo approvato per i requisiti igienico-sanitari delle abitazioni si fa riferimento al DM 5 luglio 1975, confermando quindi la metratura minima di 9 m² per le camerette da una persona.

Camerette condonate con la Legge 47/85
Se avete una cameretta con una misura minima più piccola di 9 m² ma condonata ai sensi della Legge 18 febbraio 1985 n. 47 nessun problema, perché con il primo condono edilizio erano permesse deroghe alle dimensioni minime, se in una generale condizione di igiene e salubrità.

Attenzione: per essere in regola occorre possedere la Concessione Edilizia in Sanatoria perché la sola copia della domanda di Condono non è sufficiente (a differenza di quello che molti pensano!).



E se non c’è spazio per la cameretta?
La definizione sulla dimensione minima della cameretta è una norma bastata sulla funzionalità d’uso della stanza e sulla sua igienicità e salubrità, per cui ha una diretta influenza sul benessere delle persone, in particolare dei bambini che ci dormono. Nonostante questo, capita, per esigenze familiari temporanee, di vedere installare un letto in più in stanze troppo piccole o adibire a cameretta lo studiolo di casa.
Le soluzioni d’arredo più utilizzate sono i letti a castello, i letti a ponte o piccoli soppalchi autoportanti. Le mini camerette, sotto metratura minima, rappresentano però un uso improprio dello spazio d’abitazione che non può essere regolarizzato né in Comune né in Catasto. Oltre all’attenzione verso il benessere di chi le abita, è bene essere consapevoli e distinguere tra esigenze familiari temporanee e valore di mercato della casa, specialmente se si intende comprare o vendere casa.





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