giovedì 8 marzo 2018

Corsa al mutuo a tasso fisso a

La rata mai stata così bassa in attesa del rialzo collegato alla fine del Quantitative easing della
Bce.

Il mutuo cambia pelle. Da sempre è uno di quei prodotti che offrono agli istituti di credito
margini interessanti a fronte di rischi molto contenuti. Soprattutto in mercati come quello
italiano in cui l’appeal della proprietà dell’immobile è ancora molto forte a differenza del Nord
d’Europa dove l’affitto in pianta stabile viene preso più in considerazione.


Negli ultimi tempi, però, molte banche hanno cambiato approccio rispetto al prestito
ipotecario: il mutuo sta diventando più un mezzo che un fine. Un mezzo per tenere ancorati nel
lungo periodo dei clienti a cui proporre altri prodotti finanziari su cui guadagnare di più
(contratti assicurativi, prodotti di risparmio gestito) attraverso logiche di cross selling. Una
strategia che emerge in modo lampante osservando le attuali offerte a tasso fisso (che
rappresentano oltre il 70% dei mutui erogati/surrogati nel 2017). Gli spread applicati su questi
prodotti sono crollati addirittura sotto lo 0,2% mentre nella migliore delle ipotesi quelli sul
tasso variabile viaggiano allo 0,95%. Certo, il tasso finale pagato dal mutuatario non è
composto solo dallo spread deciso dalla banca. A questo bisogna poi aggiungere l’indice Eurirs
pari alla durata del mutuo nel caso del tasso fisso e l’Euribor (che dal 2015 è negativo e quindi
andrebbe sottratto) sul variabile. Fatte le dovute somme il variabile (in termini di tasso finale)
torna ad essere in partenza più competitivo (di circa 100 punti base) rispetto al fisso. Ma la
distanza sulle durate brevi (10 anni) - dove il sovrapprezzo dell’Eurirs è minore rispetto
all’Euribor - scende a 30 punti base.
Come mai in questa fase le banche preferiscono erogare mutui a tasso fisso e per farlo sono
disposte a schiacciare gli spread come mai prima? «I mutui a tasso fisso non sono mai stati a
livelli così attraenti come in questi ultimi mesi - spiega Stefano Rossini, ad di
Mutuisupermarket.it -. Questa convenienza può essere parzialmente spiegata da un ritardo di
revisione dei tassi finiti di offerta sui mutui a tasso fisso da parte del sistema bancario a valle
di un recente aumento dei tassi Eurirs avvenuto da fine 2017 ad oggi. Ma il motivo per cui
l’impressione è che le banche da diversi mesi stiano “svendendo” mutui a tasso fisso - continua
Rossini - è da correlarsi a una scelta precisa di investimento della liquidità. I tassi di default
della categoria di impieghi mutui a tasso fisso a clientela privata sono a livelli quanto mai
contenuti, da tempo prossimi all’1,3% a livello di sistema, e quindi il costo del rischio è molto
ridotto. E per investimenti di lunga durata a basso rischio le opzioni di impiego alternative della
liquidità non sono numerose».

Un altro motivo per cui alle banche ora “conviene svendere” i fissi è che in questo modo la
probabilità che un nuovo mutuatario effettui una surroga (cambi banca)sugli anni futuri è
praticamente assente, quindi erogando un mutuo a tasso fisso oggi si riesce a fidelizzare un
cliente per 20-30 anni senza dover poi incorrere in eventuali costi o perdite di guadagno
correlate a un’estinzione anticipata del mutuo.

Tassi fissi intorno all’1-1,5% rappresentano per certi versi una sorta di “saldi di fine Qe”. Le
ragioni per cui oggi sono piombati ai minimi sono legate alla politica espansiva adottata dalla
Bce dalla primavera del 2015 quando, dopo aver azzerato il costo del denaro, ha aggiunto
un’iniezione costante di liquidità sui mercati che ha portato i tassi ai minimi termini. Queste politiche stanno però per giungere al termine. A settembre la Bce dovrebbe terminare gli
acquisti di titoli (quantitative easing) e dalla primavera del 2019 dovrebbe alzare i tassi. Il che
lascia pensare che sul fronte mutui siamo nel momento più basso della curva dell’offerta. Nei
prossimi mesi i tassi proposti potrebbero risalire, un po’ perché gli Eurirs stanno già crescendo
(anticipando le prossime mosse della Bce). E un altro po’ perché è francamente difficile
ipotizzare che la “svendita” possa continuare a lungo.



Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.