mercoledì 18 ottobre 2017

UNA CORRETTA VALUTAZIONE DELL'IMMOBILE TUTELA ANCHE L'ACQUIRENTE

Nella concessione di un mutuo gioca un ruolo importante la valutazione dell’immobile.

In passato le pratiche erano alquanto disinvolte e indirizzate fa far rientrare la concessione del
finanziamento nel limite dell’80 per cento, anche se veniva concesso per tutto l’importo pagato
per l’immobile.

I criteri per le consulenze si sono però già notevolmente inaspriti con il
recepimento della direttiva europea sui mutui. Ora una nuova stretta si avrà con l’applicazione
dell’Ifrs 9, il principio contabile in base al quale le banche dovranno anticipare gli
accantonamenti fin dalle prime avvisaglie di deterioramento del credito.

Roberta Brunelli, presidente Assovib, l’associazione delle società indipendenti di valutazione immobiliare, spiega:

«Le nuove regole impongono che non si aspetti più che il mutuo venga messo a sofferenza per
fare i dovuti accantonamenti, ma questi vanno effettuati già da quando si manifestano i primi
segni di deterioramento. Prima se una rata del mutuo non veniva pagata, l’accantonamento
era praticamente zero. Ora non sarà più così».

Cosa c’entrano coloro che vogliono acquistare casa con un principio contabile che regola il bilancio delle banche?

Secondo Brunelli «si tratta di una misura che potrà avere dei riflessi sul costo del credito e quindi per i mutuatari.
Va anche detto che ultimamente le banche sono molto più attente che nel passato alla qualità del credito: la clientela è più selezionata e la qualità delle valutazioni immobiliari è notevolmente
cresciuta». Per quanto riguarda i mutui dunque occorre sapere in anticipo a cosa guardano le
banche. Per l’esponente di Assovib «innanzitutto si guarda la qualità dell’asset, ovvero
dell’immobile. Una valutazione corretta — accompagnata da una opportuna rivalutazione nel
tempo — è il primo strumento di mitigazione del rischio di credito.

Quanto al mutuatario si guarda molto anche alla sua storia creditizia pregressa, se per esempio ha pagato le rate di un prestito, e alla sua capacità reddituale corrente e prospettica».
Paradossalmente chi ha chiesto un prestito in precedenza e l’ha onorato ha persino un titolo di merito in più rispetto a chi non l’ha mai fatto. In ogni caso però è solo uno degli elementi che vengono considerati.

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