lunedì 21 novembre 2016

ACCERTAMENTI SU IMMOBILI E RESIDENZA

Cambio di residenza : i proprietari che hanno usufruito delle agevolazioni prima casa potrebbero ricevere un accertamento dal fisco.

Per usufruire dell'agevolazione fiscale prima casa, si decide di fissare la residenza in comuni diversi oppure si finge sulla categoria catastale del proprio immobile. Una circolare del Ministero dell'Economia ha vietato il cambio di residenza esclusivo di chi conserva l'effettiva dimora nella casa di proprietà, mentre la giurisprudenza ha recentemente ribadito un concetto legato alle agevolazioni fiscali prima casa che non sono dipendenti dell'età e dall'epoca in cui l'immobile è stato costruito.

False residenze e agevolazioni prima casa

Si sono moltiplicati, negli ultimi mesi, i controlli del fisco sui nuclei familiari nei quali i coniugi hanno fissato la residenza in immobili diversi al solo scopo di ottenere i vantaggi sull'Imu, sull'Iva ed ora, evidentemente, anche sulla Tasi. Si tratta di residenze fittizie, che spesso vengono spostate in luoghi di villeggiatura per usufruire delle agevolazioni sulla dimora delle vacanze.

La regola del Codice Civile vuole che i coniugi convivano sotto lo stesso tetto, anche al fine di prestarsi reciproca assistenza morale e materiale. Dunque, l'ipotesi della scissione della residenza resta un ' eccezione all'unità della vita familiare dei coniugi e della prole che va sorretta da concrete e valide motivazioni. Per individuare le tentate frodi tributarie, l'Agenzia delle Entrate valuterà caso per caso se le ragioni del nucleo familiare di fissare residenze diverse abbiano scopo elusivo o meno, valutando aspetti quali:

< l'esistenza di consumi di gas, acqua, energia elettrica

< la raccolta di rifiuti con porta a porta

< eventuali motivi di salute

< la verifica dei luoghi di lavoro.

In particolare, gli uffici dovranno concentrare la loro attività sui controlli del luogo di lavoro del contribuente, che spesse volte è distante numerosi chilometri. In sostanza, la non convivenza dei due coniugi sarà ritenuta un evento anomalo e spetterà ad essi fornire la prova delle ragioni di una simile scelta.

Lo Stato, certo, non potrà impedire ai coniugi di fissare la propria residenza in luoghi diversi, ma quando ciò risulti essere artificioso e falso, potrò revocare i benefici fiscali e richiedere la restituzione delle imposte non pagate per tutti questi anni.

In aggiunta all'esclusione dell'Imu si affianca a quella relativa ai fini Iva ed imposta di registro, ridotta in caso di acquisto chiedendo l'applicazione dei benefici dell'acquisto della prima casa.

Cambio residenza e abitazione principale

Recentemente, anche la Cassazione si attesta su posizioni di rigore; in particolare , secondo la giurisprudenza, il concetto di abitazione principale, richiama quello di residenza familiare, con riferimento cioè all'immobile che costituisce la dimora abituale non solo del proprietario, ma anche dei suoi familiari, quindi in favore della famiglia e non dei singoli componenti.

L'attuale legge prevede infatti l'esenzione dal pagamento dell'Imu e della Tasi per l'abitazione principale richiama quello di residenza familiare, che non è altro che l'immobile in cui il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.

E' necessario quindi che nell'immobile viva non solo il contribuente ma anche i componenti della sua famiglia. Questo per evitare che i coniugi possano fissare, strumentalmente , la propria residenza in due immobili diversi posti nello stesso Comune, al fine di duplicare i benefici fiscali e godere dell'esenzione del pagamento delle imposte su due diverse case ove, invece, vivano stabilmente solo in una.
La legge, però, nulla dice se la residenza dei componenti della famiglia viene fissata in immobili posti in Comuni diversi. In questo caso, è possibili ottenere i bonus fiscali a condizione che tale modifica della residenza non abbia scopi elusivi.

In sostanza, se le residenze diverse dei componenti del nucleo familiare sono nello stesso Comune, i benefici fiscali possono riguardare un solo immobile, quello di abituale residenza del nucleo familiare. Se invece le residenze diverse invece sono poste in Comuni diversi, è possibile invece usufruire dei benefici per entrambe le abitazioni, salvo si scopra che la modifica della residenza sia fittizia e rivolta solo ad ottenere indebiti vantaggi fiscali.


Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.